Giovanna mi chiamo, altro che Laura, ma la gente non lo sa. Troppo difficile era inventarsi rime o giochi di parole con questo mio brutto nome ereditato dalla famiglia e allora lui, Francesco, decise che era meglio Laura, che si sposava bene con l’aura poetica, con l’Alloro che tanto desiderava e allora sono diventata Laura. Sono bruna è vero, altro che “Capei d’oro”, ma anche questo la gente non lo sa. Preferisce credere che io sia Laura de Noves, un’autentica sconosciuta che solo per sbaglio è finita su Wikipedia nell’anno del signore 2013.
Per lui a tutto ho rinunciato: sono stata cacciata dalla mia famiglia perché non voleva che stessi con un ecclesiastico spiantato che non potevo nemmeno sposare, due figli gli ho dato, ma di me nessuno sa nulla. Purtroppo ai nostri tempi non esistevano ancora le coppie di fatto e così sono stata dimenticata da tutti. E visto che di me nessuno parla ho deciso di parlare io.
Francesco non era triste e austero come ve lo fanno immaginare, o almeno con me non lo era mai.
Era romantico, divertente, strabiliante ma soprattutto era felice. Tanto felice che non l’avreste riconosciuto se l’aveste visto coi vostri stessi occhi. Voi conoscete di lui solo quello che ha scritto e quello che ha scritto non è per niente la verità: quello che si scrive non è mai la verità.
Lui mi ha amata da subito e non ha mai smesso anche se scriveva di un’altra era sempre di me che parlava e gli piaceva che a saperlo ero solo io, era il nostro modo complice di condividere qualcosa di unico.
Forse la cosa che più gli piaceva era il mio modo discreto di saper stare in disparte, ma quello che ho fatto non l’ho mai considerato un sacrificio, era il mio modo di stare al mondo, di farmi sentire senza farmi sentire.
Lo stesso è stato per Gemma. Siamo state anche ottime amiche per un breve periodo mentre i nostri bambini giocavano felici, parlavamo molto e ridevamo di quello che si diceva sui nostri mariti. Anche per lei non è mai stato un peso. Noi donne siamo fatte così.
Gli uomini invece sono diversi, non migliori né peggiori, semplicemente diversi, solo che dai tempi dei tempi salvo rare eccezioni sono sempre stati loro a scrivere la storia e a loro certe cose sfuggono. Non lo fanno apposta, sono semplicemente fatti così.
Per quel poco che può valere, oggi ho voluto provare a raccontare la mia piccola storia, lo so che sicuramente lui scriveva meglio di me ma purtroppo ai miei tempi a noi donne non veniva insegnato tanto:”E’ bene che una donna non sappia troppe cose” sempre così ripeteva mia madre quando chiedevo un nuovo libro. E allora tutto quello che ho imparato l’ho imparato da Francesco. Spero che mi scuserete se non ho scritto in endecasillabi sciolti, se ho sbagliato qualche congiuntivo o se non ho usato le figure retoriche, quello che ho scritto l’ho scritto però col cuore e non lo troverete su nessun libro, e pazienza se non mi crederete, del resto l’ho detto io stessa che quello che si scrive non è mai la verità.
