mercoledì 11 aprile 2012
Ventitré
Ventitré anni avevo e non lo sapevo, non me l'ero mai chiesto, del resto a ventitré anni che differenza fa se ne hai ventitré, ventuno o ventotto? Solo parecchi anni dopo ho scoperto la differenza che c'era. C'era un mondo in mezzo e non lo sapevo. Come tutte le cose che ci accadono e non lo sappiamo, tutto ci accade quando non lo sappiamo, altrimenti non ci accadrebbe, poi lo sappiamo ma è ormai troppo tardi, è sempre troppo tardi.
giovedì 5 aprile 2012
Una vita (come tante purtroppo)
Faceva zapping alla tv senza neanche darsi il tempo di
capire cosa vedeva, così, solo per rilassarsi, con lo sguardo perso nel vuoto.
Sua moglie lo guardava e non capiva.
"A cosa stai pensando?" sempre così gli chiedeva,
e lui non rispondeva mai alla prima chiamata, e spesso non rispondeva
neanche alla seconda.
"A cosa stai pensando?".
Di solito alla terza si voltava:"Eh?" le diceva, e
lei di nuovo per l'ennessima volta ripeteva la domanda.
"A niente" rispondeva quasi sempre, ed era vero,
in quei momenti non pensava realmente a niente, si sentiva svuotato, quasi
fuori dal suo corpo, procedeva meccanicamente annullando tutti e cinque i
sensi.
Fare zapping era il suo modo di meditare anche se non lo
sapeva. Era l'unico modo che conosceva per uscire dal suo corpo e andarsene
chissà dove.
Finchè qualcuno non lo ricacciava dentro di forza, e questo
qualcuno era quasi sempre sua moglie.
Lei però non ci aveva mai creduto a questo niente, chissà
cosa si immaginava.
E poi sempre lui si alzava, prendeva una birra dal frigo e
se la ingollava tutta d'un fiato.
Era il lavoro che l'aveva reso così. S'era detto mille volte
che non sarebbe finito come tutti gli altri, ma senza accorgersene l'aveva
fatto, era finita, game over, chissà da quanto tempo.
Poi andava in bagno, una lavata di denti e dritto a letto,
come ogni giorno, come ieri e come anche domani.
Non l'aveva scelto lui ma era andata così, la sua unica
fortuna era che non aveva il tempo di accorgersene.
Matrimoni
Che succede se il nostro vecchio amore si sposa? Magari niente, si sposa e basta, ma che succede se è sempre stata una storia irrisolta, che non ha mai avuto una fine certa? Succede che quello forse è il tempo per fare un ultimo tentativo, quasi certamente andrà a vuoto, ma non si può non fare un tentativo, e poi basta aspettare, se si ha tanta ma tanta pazienza chissà...
“Se ti sposi m’avvisi?”
“Perché?”
“Se ti sposi m’avvisi?”
“Ma perché mi fai queste domande?”
“Perché se ti sposi lo voglio sapere”
“Ma perché ti vuoi fare del male?”
“Tanto peggio di come sto…”
“Comunque no che non t’avviso”
“Ma tanto prima o poi lo scoprirò lo stesso”
“Non rischio, meglio dopo”
“Allora finisce così, qui, per sempre?”
“Per sempre”
“E se…”
“Non esistono se”
“E se poi divorziassi?”
“Allora ti avviserei, ma ce ne vorrà di tempo…”
“Saprò aspettare”
“Come sempre”
“Come sempre”
Il diario non mi piace
Il diario non mi piace... ovviamente sto parlando dell'ultima evoluzione facebookkiana. Lo so che ogni volta che ci sono degli aggiornamenti tutti corrono a lamentarsi, spesso anche frettolosamente. Questo certo dipende anche da una sorta di forma di pigrizia mentale, che ci rende quasi allergici a qualsiasi novità, ma stavolta a mio parere le lamentele sono più che giustificate. Troppo incasinati i vecchi post per come appaiono sul diario, è certamente più facile andare a ritrovare post di anni e anni fa ma... mi chiedo a chi possa interessare un post scritto 2 anni fa.
Si potrà obiettare che tutti sono liberi di rimanerci i o meno su facebook, certo, o forse no. Ormai credo che chi non sia su fb sia in qualche modo fuori dal mondo, e che lo vogliamo o no tutti dobbiamo starci, almeno finchè non inventano qualcosa di nuovo, per cui avanti col diario, che se non altro ha avuto il merito di avermi fatto riscoprire la bellezza dell'antico blog... forse uno strumento meno democratico e meno alla portata di tutti, ma molto, molto più intimo e personale.
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